E benedette furono.. le corna

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E benedette furono.. le corna

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E benedette furono.. le corna | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

E benedette furono.. le corna | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

C’erano una volta una donnina ed un ometto che dinanzi ad un pretino di paese ed un Cristo sulla croce si giurarono eterno amore.

Bacetti, carezze e progetti saltellavano all’unisono nella quotidianità gravida di marmocchi già in fase di espulsione.

Lei, piccola piccola infilata dentro scarpe grosse e fuori tempo, sbranava gli occhi innanzi all’appetito dell’ometto e prendeva quello che le veniva offerto senza chiedersi perché.

Lui, uno zoticone con le guance rosse, scoprì in verde età il paradiso in quella calda caverna che si apriva ad ogni sua schioccata.

E benedette furono.. le corna | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

E giorno dopo giorno uniti nei medesimi intenti sfornavano pagnotte umane per omologarsi ai loro conterranei ed ingannare il tempo.

La donnina lavoratrice a tempo pieno fuori casa si rilevò con il tempo essere un Arpagone al femminile (chiedo venia per aver disturbato il drammaturgo Molière). E come conseguenza trasportò l’argent ( inteso come danaro, non il film di Bresson) nell’amour, l’oro nelle idee e la dignità nella roba ( simile a quella di Verga).

Tutto si muoveva dietro un’insana passione per l’accattonaggio.E così intanto che la squallida donzella contava pidocchi pulci e mattoncini, l’ignaro ometto spaccava legna da mattina a sera nel tentativo sacro di far mangiare bere e ben infiorettare tutta la combriccola che lo attendeva ogni dì a palmi aperti.

E benedette furono.. le corna | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

In tal modo la sovrana società lodava il vano zoticone che sentiva la ventura a suo favore.

Finchè arrivò un bel giorno che il rurale ometto voltò il venefico sguardo verso lo sfarfallar delle sottane. Ullallàà, che felicità quando scoprì che poteva appollaiarsi comodo e giocondo in stanze infiocchettate, piuttosto che nella solita barbosa caverna smangiata.

Ed ecco che nacque la prima cornicina sul testino insulso della donnina fantozziana. La sciagurata sentiva un prurito strano all’estremità del capo, ma non osava metter riparo. Gli affari del marito andavano a gonfie vele e lei non intendeva porre fine all’accaparramento.

E benedette furono.. le corna | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

Lei cresceva in altezza e lui quatto quatto visitava altri palazzi riparandosi un po qui e po’ lì nella delizia di un corpo ancora funzionante e una mente sinistra stimolata dall’inganno.

Intanto il grembo della sua mogliera germogliava ancora aspettando quell’infante che potesse metter fine alla spinosa sporgenza. Ma così non fu!

E così, dopo tanta prole e roba accatastata, l’untuosa piccoletta si destò un mattino e operò come le scimmie. Guardò il bottino, fiutò il business, scrutò  le  benigne leggi a sua difesa e articolò, con la scusa delle corna ormai salite troppo in alto, un’appropriazione debita e indebita di ogni cosa approfittando idegnamente della sprovveduta figliolanza.

Il fesso zoticone morì di fame e stenti, dopo aver lavorato come un ciuccio, spellato consumato e corroso dalla sua bella e lodevole “famiglia”.

E benedette.. siano le corna!!!!

Rossana Oliva