IL SUPERUOMO

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IL SUPERUOMO

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IL SUPERUOMO | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

IL SUPERUOMO | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

Chi è costui? E’ l’essere umano moderno che imposta la sua vita imponendosi attraverso la legge del più forte e rivendica così la sua grandezza. Autodeterminazione anche a costo di uccidere. Il male che diventa la morale dei signori. E il bene che acquisisce il ruolo di morale degli schiavi.

Non aveva mica torto il signor Nietzsche quando si arrovellava su questi concetti contorti ma così dannatamente interessanti.

Nel mondo classico chi si arrogava il beneficio della vittoria e quindi dell’idea di forte? Ma chi se ne fotte del superuomo e di quello che dice ‘sto Nietzsche?

Sono le sette di sera, oggi è stata una giornata di merda tra pulizie di case, spesa e cani da gestire. Tra cui una maltese in calore che ho dovuto separare dal pastore tedesco che la voleva a tutti i costi ciullare. Adesso ho un galletto amburghese nel forno che non vedo l’ora di addentare e un sonno che solo Dio lo sa.

IL SUPERUOMO | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

Ma perché scimunirsi con la filosofia? Non si può fare una vita più semplice e fancazzista? NOOOOOO! E stiamo sempre là! Al punto di partenza.

Bisogna dimostrare, affermare, competere, far danari, emergere, comparire, eccellere, distinguersi, manifestarsi. Ma perché non andiamo tutti a fanculo? Affanculo, nel senso che facciamo solo quello che veramente ci piace. Cioè niente!!??

Il nulla, facciamo in modo che il nulla ci rapisca e ci distingua, cavolini. Se volete vi dico come ho preparato il galletto. Ecco! Questo mi piace! Galletto amburghese lavato, messo in teglia con vino bianco, cosparso di paprika dolce, curcuma, curry e una grattugiata di zenzero. Tiè! Mezz’ora ed è pronto. Il contorno? Pomodori secchi sott’olio e mais con pane bianco senza glutine.

Comunque, visto che non mi piace lasciare gli inizi senza fine, torno indietro e dico. Il bene prima apparteneva al guerriero, al condottiero, a quello forte fisicamente. Insomma a quello che sfidava la vita dicendo sì all’affermazione di sè stesso a qualsiasi costo.

A un certo punto la situazione si è rivoltata. Il cristianesimo, con la sua dottrina di passività e morale, ha tenuto “il peccato” sotto controllo decidendo di badare all’inconscio umano. L’invidia verso i forti ha preso il sopravvento fino a sputtanare il guerriero e divenire così la parte predominante. E quindi il “bene”? Bò! Quale sarà la verità? Esiste o non esiste la famosa morale? O siamo tutti nichilisti o dadaisti?

IL SUPERUOMO | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

Di sicuro c’è una cosa. Oggi il buono è un fesso, un coglione, un babbeo, uno preso anche in giro facilmente. “È un bravo ragazzo” si dice, con un tono quasi sarcastico. Come a dire “è scemo!”. Se invece l’attenzione la spostiamo verso l’arrogante, il superbo, lo sleale, il figlio di puttana che vive fottendo gli altri, lì c’è quasi una reverenza subdola e servile di giudizi importanti e prolungati nel tempo.

In questa epoca se non si è spietati, pestando tutto in nome di un megalomane egoismo, si viene abbandonati nel campo degli inetti. Dove le tue carni verranno date in pasto ad una società che invita a chiudersi nella gabbia degli anonimi.

Quindi tutti scappiamo verso l’altra sponda, quella dell’ingiustizia che fa notizia, quella del rumore fragoroso che richiama l’attenzione, quella dello strano che fa danni ma occupa spazio nei giornali. Quella della mia conoscente Criseide, che per diventar famosa vuole istigare un personaggio famoso a violentarla per poi denunciare e andare in tv.

Spero non si arrivi al mattatoio. Uccidere per uscire da una vita ordinaria! Come nel romanzo di Dostoevskij “Delitto e castigo”.

Anche perché la punizione conseguente non è il carcere. Quello è nulla al confronto delle urla di una coscienza che metterà per sempre dietro le sbarre l’essenza vitale. Spero che non diverremo condottieri del nulla pur di esistere. E neanche guerrieri tra un gregge di pecore pur di affermare una volontà di potenza che non conduce a costruzioni avvenenti. Ma a smantellamenti ingiustificati dell'”io” del mondo.

Rossana Oliva