LIBERTÀ DI MORIRE!!

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LIBERTÀ DI MORIRE!!

Ottobre 3, 2019 Critiche Scomode 0
LIBERTÀ DI MORIRE!! | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

LIBERTÀ DI MORIRE!! | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

L’accanimento smoderato a voler mantenere in vita oltre i limiti previsti dalla natura, ormai è un classico. Si resuscitano morti facendoli diventare zombi infelici e spaventosi. Senza fare i conti con una dignitosa e onesta esistenza presentabile sull’uscio del mondo vorace di armonia.

Voglio ancora capire gli anziani. Che a novant’anni si sottopongono a interventi risolutivi (si spera) per svariate patologie dovute soprattutto alla vecchiaia. Ed anche lì a volte si esagera volendo rimettere in piedi ciò che è ormai sfaldato dall’eccessivo consumo scaturito dal lungo tempo andato.

E va bene così! Oggi l’elastico del ciclo vitale si è allungato e quindi ci dobbiamo adeguare resistendo al decadimento. E così finiamo per azzeccarci scotch ovunque per ricomporre pezzi andati in frantumi.

Ci buchiamo la faccia per somigliare a un bebè ingoiando chili di antiossidanti per esporci al meglio. Fin qui tutto bene. Ma quando la ragione si scontra con casi seri, tragici e assurdi come quelli dei malati irreversibili e sofferenti le cose cambiano. E non poco.

Cosa bisogna portare avanti? La negazione dell’impulso vitale, la negatività, il male, la sfortuna? NO!! La vita va vissuta, non guardata. E nel caso del dj Fabo non c’era neanche questa possibilità. Era cieco, immobile, infelice. Ma soprattutto senza speranza.

La speranza è un concetto importante per chi soffre. L’attesa di ritornare tra i vivi stimola a lottare contro i dolori più infami.

LIBERTÀ DI MORIRE!! | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

LIBERTÀ DI MORIRE!! | Critiche Scomode di Rossana Oliva Scrittrice

Dicono “la vita è sacra!” Appunto!! La vita.. Quella bella rappresentazione di un concetto di realizzazione di possedere il respiro per ossigenarsi, gli occhi per vedere, le gambe per camminare e il cuore per amare. E perché no.. il permesso di fallire, per poi ricominciare. O di star male, per poi guarire.

Ma nel caso in cui tutto ciò viene sfortunatamente a mancare ci si ritrova ad abitare la morte prima ancora che questa si palesi. E, prima di giungere a conclusioni appese a un credo stantio di una sterile idea religiosa, bisognerebbe vestire i panni di quella gente destinata a un perpetuo dolore senza aspettative. Senza illusioni, che spesso servono a sbalzare fuori da un tunnel. Anche se poi fuori trovi una notte senza stelle.

È inconcepibile punire chi aiuta un uomo che “vive” in un inferno, a liberarsi dalle fiamme roventi che lo stanno divorando lentamente. E il popolo italiano non è stupido al tal punto che, se fosse legge concedere il diritto a morire, approfitterebbe della possibilità sfruttandola anche in casi sopportabili.

Non ci si uccide per una depressione e neanche per un tumore o per una disabilità. E per nessun altro motivo tedioso.

Si cerca la pace eterna quando si è un guerriero ferito e sanguinante e conscio che la lotta impari e meschina si placherà solo con la morte.

Rossana Oliva